Federico Salvatore, il cantautore napoletano che ha unito satira e denuncia: vita, carriera e eredità
A tre anni dalla scomparsa, il ricordo di Federico Salvatore, artista simbolo di Napoli tra cabaret, musica d’autore e impegno civile.
Federico Salvatore (Napoli, 17 settembre 1959 – Napoli, 19 aprile 2023) è stato uno dei cantautori e cabarettisti più originali del panorama italiano. Capace di passare dalla comicità brillante alla denuncia sociale, ha raccontato Napoli e l’Italia con ironia, profondità e coraggio.
Dalla vittoria a BravoGrazie al successo al Maurizio Costanzo Show, fino alla svolta impegnata degli anni Duemila, la sua carriera è stata un percorso coerente e controcorrente.
Chi era Federico Salvatore: biografia e primi anni
Nato a Napoli, nei pressi di via Santa Teresa degli Scalzi, Federico Salvatore iniziò a suonare la chitarra da autodidatta a soli 8 anni. Mancino naturale, scelse una soluzione originale: invece di invertire le corde, adattò la posizione delle dita sulla tastiera.
Dopo due anni lasciò gli studi di giurisprudenza — nonostante il desiderio dei genitori di vederlo avvocato — per dedicarsi completamente alla musica.
Le prime esperienze arrivarono in teatro, dove reinterpretava in chiave ironica testi divertenti su musiche celebri. La svolta arrivò nel 1994, con la vittoria del concorso BravoGrazie, che gli aprì le porte del Maurizio Costanzo Show e della popolarità nazionale.
Il successo negli anni ’90: da “Azz…” a Sanremo
La metà degli anni Novanta segnò l’apice della popolarità di Federico Salvatore.
Gli album:
- Azz… (1995)
- Il mago di Azz (1996)
vendettero oltre 500.000 copie, conquistando due dischi di platino.
Nel 1995 fu ospite fisso al Festivalbar, mentre nel 1996 partecipò al Festival di Sanremo con il brano Sulla porta, classificandosi tredicesimo.
La canzone affrontava il delicato rapporto tra un ragazzo omosessuale e la madre. La parola “omosessuale” venne censurata dalla RAI, ma nella serata finale Salvatore decise di cantare comunque la versione integrale, compiendo un gesto coraggioso e simbolico per l’epoca.
Nel 1997 pubblicò Coiote interrotto, contenente anche un omaggio a uno dei suoi miti: Totò.
La svolta impegnata: “L’osceno del villaggio” e la denuncia sociale
Nel 2002, con l’album L’osceno del villaggio, Federico Salvatore cambiò direzione artistica. Il cabarettista lasciò spazio al cantautore di denuncia.
Brani come Se io fossi San Gennaro rappresentano una critica diretta alle contraddizioni della sua Napoli, includendo non solo fattori esterni ma anche le responsabilità dei napoletani stessi.
Nel 2004 uscì Dov’è l’individuo?, che proseguì il percorso di riflessione sociale e culturale.
Questa scelta lo allontanò parzialmente dal grande circuito televisivo, ma fu una decisione consapevole. Nel brano Homo Sapiens dichiarava:
«…ma io me ne sto fuori da questa strana guerra, fra me e gli spettatori c’è solo una chitarra (…) e cercherò di fare quello che ho fatto sempre, girare per cantare le mie canzoni strambe…»
Una presa di posizione netta, che racconta la sua indipendenza artistica.
Gli ultimi anni tra musica e teatro
Nel 2007 tornò in televisione come ospite dell’Apocalypse Show di Gianfranco Funari.
Nel 2009 pubblicò Fare il napoletano… stanca!, frutto di tre anni di lavoro, contenente anche una nuova versione di Se io fossi San Gennaro.
Nel 2011 uscì il DVD Se io fossi San Gennaro – LIVE, accompagnato dal libro Il dramma dell’anagramma.
Nel 2013 pubblicò Pulcin’hell, mentre nel 2020 arrivò l’ultimo lavoro discografico: Sta luna pare ’na scorza ’e limone, testimonianza di un artista ancora creativo e lucido.
Malattia e morte di Federico Salvatore
Il 13 ottobre 2021 Federico Salvatore fu colpito da una grave emorragia cerebrale. Ricoverato all’Ospedale del Mare di Napoli, iniziò un lungo percorso di riabilitazione.
Si è spento il 19 aprile 2023, all’età di 63 anni.
Il funerale è stato celebrato presso la Basilica di San Ciro a Portici, città dove oggi riposa.
La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo e nella cultura napoletana.
Lo stile di Federico Salvatore: tra satira e dualismo sociale
Federico Salvatore ha costruito un linguaggio unico, fondato su:
- Satira comica ambientata nel mondo napoletano
- Racconti quotidiani ironici e surreali
- Dualismo tra personaggi (Federico vs Salvatore)
- Denuncia sociale negli ultimi anni
Celebri i suoi “incidenti”:
Incidente in banca, Incidente al Vomero, Incidente in Paradiso, Incidente telefonico.
Negli ultimi lavori, la sua scrittura si fece più profonda, affrontando temi come:
- Il contrasto tra bene e male
- La crisi della fede
- Il rimpianto dell’infanzia
- I pregiudizi verso gli omosessuali
- La decadenza della cultura musicale
Discografia completa
- 1989 – ’Na tazzulella ’e ca…baret
- 1990 – Pappagalli lat(r)ini
- 1991 – Incidente al Vomero
- 1992 – Cabarettombola
- 1993 – Storie di un sottosviluppato… sviluppato sotto!!!
- 1994 – Superfederico
- 1995 – Azz…
- 1996 – Il mago di Azz
- 1997 – Coiote interrotto
- 2000 – L’azz ’e bastone
- 2002 – L’osceno del villaggio
- 2004 – Dov’è l’individuo?
- 2009 – Fare il napoletano… stanca!
- 2013 – Pulcin’hell
- 2020 – Sta luna pare ’na scorza ’e limone
L’eredità di Federico Salvatore
Federico Salvatore non è stato solo un cabarettista di successo, ma un artista che ha saputo evolversi, scegliendo la coerenza alla comodità.
Ha raccontato Napoli senza stereotipi, con amore ma anche con severità. Ha difeso la libertà espressiva, anche quando comportava rischi, come dimostrato a Sanremo.
Oggi il suo nome resta legato a una stagione irripetibile della televisione italiana, ma soprattutto a un modo di fare musica che univa ironia, coscienza civile e autenticità.






