Eugenio Monti (Dobbiaco, 23 gennaio 1928 – Belluno, 1º dicembre 2003) è stato uno dei più grandi bobbisti italiani di tutti i tempi. Simbolo di coraggio, lealtà sportiva e spirito olimpico, è ricordato come un campione capace di trasformare lo sport in un valore umano universale.
Soprannominato “Rosso Volante” dal giornalista Gianni Brera, Monti è ancora oggi una figura centrale nella storia degli sport invernali italiani.
Eugenio Monti: record, medaglie e primati
Nel corso della sua carriera, Eugenio Monti ha costruito un palmarès straordinario:
- 9 medaglie d’oro ai Campionati Mondiali di bob
- 7 ori nel bob a due (record mondiale fino al 2021)
- 6 medaglie olimpiche (2 ori, 2 argenti, 2 bronzi)
Nonostante il celebre gesto di lealtà sportiva alle Olimpiadi di Innsbruck 1964, Monti non ricevette ufficialmente la Medaglia Pierre de Coubertin, istituita solo nel 1997 dal CIO. Fu però il primo vincitore del Pierre de Coubertin World Trophy, da cui nasce il frequente malinteso.
Le origini e gli inizi nello sci alpino
Figlio di Ugo Monti, originario di Auronzo di Cadore, e di Adele Fabrizi, nata in Carnia, Eugenio si trasferì da giovane con la famiglia a Cortina d’Ampezzo, dove completò gli studi fino alla maturità scientifica.
I suoi primi successi sportivi arrivarono nel 1945, nei campionati studenteschi di sci. Già nel 1947, Gianni Brera ne intuì il talento e gli attribuì il soprannome “Rosso Volante”, in riferimento ai capelli rossi e alla grinta agonistica.
Tra il 1949 e il 1950 Monti conquistò diversi titoli nazionali nello slalom gigante e speciale, distinguendosi anche nella discesa libera, dove riuscì a battere campioni come Zeno Colò.
L’infortunio e la svolta: dal sogno dello sci al bob
A soli vent’anni, Eugenio Monti sembrava destinato a diventare una stella dello sci italiano. Tuttavia, due gravi infortuni — nel 1951 al Sestriere e nel 1952 a Cervinia — misero fine alla sua carriera sugli sci.
Fu allora che Monti decise di dedicarsi al bob, disciplina che avrebbe segnato la sua leggenda sportiva.
Il dominio nel bob e i successi olimpici
Nel 1954 arrivò il primo titolo italiano nel bob, utilizzando un mezzo innovativo costruito a Cortina d’Ampezzo. Da lì iniziò una carriera straordinaria:
- Olimpiadi di Cortina 1956: due argenti nel bob a due e a quattro
- Mondiali 1960 a Cortina: oro nel bob a due e nel bob a quattro
- 10 medaglie mondiali complessive, di cui 9 d’oro
Alle Olimpiadi di Squaw Valley 1960, il bob non fu disputato per motivi economici, rendendo quella l’unica edizione dei Giochi senza questa disciplina.
Innsbruck 1964: il gesto che entrò nella storia
Alle Olimpiadi Invernali di Innsbruck 1964, Monti vinse due medaglie di bronzo, ma soprattutto compì uno dei gesti più celebri dello sport mondiale.
Quando all’equipaggio britannico di Tony Nash e Robin Dixon si ruppe un bullone del bob, Monti prestò loro il proprio. I britannici vinsero l’oro, mentre l’italiano salì sul terzo gradino del podio.
Alle critiche rispose con una frase diventata storica:
«Nash non ha vinto perché gli ho dato il bullone. Ha vinto perché è andato più veloce».
In quell’edizione Monti fu anche portabandiera dell’Italia alla cerimonia di apertura.
Il gesto è ricordato ancora oggi dal monumento “Monti’s Bolt”, eretto dal Saint Moritz Bobsleigh Club lungo la storica pista Olympia Bobrun.
Grenoble 1968: la consacrazione definitiva
Alle Olimpiadi di Grenoble 1968, sulla pista dell’Alpe d’Huez, l’ormai quarantenne Eugenio Monti conquistò:
- Oro nel bob a due con Luciano De Paolis
- Oro nel bob a quattro con De Paolis, Mario Armano e Roberto Zandonella
Un’impresa straordinaria che lo consacrò definitivamente nella storia dello sport.
Vita privata, difficoltà e ultimi anni
Dopo il ritiro dall’agonismo, Monti fu nominato commendatore della Repubblica per meriti sportivi e si dedicò alla gestione di impianti di risalita a Cortina.
La sua vita privata fu però segnata da profonde sofferenze: la separazione dalla moglie, la lontananza della figlia, la morte del figlio per overdose e la malattia di Parkinson. Il 1º dicembre 2003 morì a Belluno, dopo un gesto estremo.
Riconoscimenti e memoria
L’eredità di Eugenio Monti è oggi più viva che mai:
- Pista olimpica di bob Eugenio Monti a Cortina d’Ampezzo (dal 2004)
- Curva a lui dedicata sulla pista di Cesana Pariol – Torino 2006
- Targa nella Walk of Fame dello sport italiano a Roma (2015)
Palmarès di Eugenio Monti (in sintesi)
Olimpiadi
- 2 ori – Grenoble 1968
- 2 argenti – Cortina 1956
- 2 bronzi – Innsbruck 1964
Campionati Mondiali
- 9 ori
- 1 argento
Campionati Italiani
- 10 ori
- 1 argento
- 1 bronzo






