“Le libere donne” è una delle fiction più attese di Rai 1: una serie evento in sei episodi che riporta in primo piano la figura di Mario Tobino e la storia delle pazienti del manicomio di Maggiano, vicino Lucca, tra anni Quaranta e Cinquanta.
Coprodotta da Rai Fiction ed Endemol Shine Italy, la serie è diretta da Michele Soavi e vede protagonista Lino Guanciale nel ruolo dello psichiatra e scrittore toscano.
Di seguito trovi trama, cast completo, quando va in onda e temi principali della fiction Rai ambientata nel manicomio di Maggiano.
Quando esce “Le libere donne” su Rai 1?
La serie è composta da sei episodi, distribuiti in tre prime serate su Rai 1, con messa in onda prevista tra la fine del 2025 e la prima metà del 2026.
Sarà disponibile anche in streaming su RaiPlay.
Le riprese si sono concluse a dicembre 2024 tra Roma, Lucca e Viareggio, con la collaborazione della Fondazione Mario Tobino ETS.
Di cosa parla “Le libere donne”: trama della serie
Ambientata in Toscana durante la Seconda Guerra Mondiale, la serie segue lo psichiatra Mario Tobino mentre lavora nel reparto femminile del manicomio di Maggiano.
La fiction è tratta dal romanzo autobiografico Le libere donne di Magliano, pubblicato nel 1953, costruito come un diario a partire dalle cartelle cliniche e dall’esperienza diretta dell’autore.
Un manicomio femminile negli anni ’40
Nel manicomio:
- si praticano camicie di forza, isolamento, docce gelate;
- l’elettroshock è una terapia diffusa;
- gli psicofarmaci non sono ancora disponibili.
Molte pazienti non sono considerate “malate” in senso clinico, ma donne scomode, ribelli, troppo sensuali, troppo religiose, depresse o semplicemente fuori dagli schemi imposti dalla società patriarcale dell’epoca.
La follia diventa così un’etichetta sociale.
Mario Tobino: uno psichiatra “diverso”
Interpretato da Lino Guanciale, Tobino non è raccontato come un eroe idealizzato, ma come un medico umano, immerso in un sistema repressivo che cerca di scalfire dall’interno.
Vive all’interno del manicomio, si confronta con colleghi più rigidi e trova un alleato nel giovane dottor Anselmi. La sua battaglia è sottile ma costante: difendere la dignità delle pazienti in un’istituzione totale.
Come scriveva Tobino nel romanzo:
“Ogni creatura umana ha la sua legge… è stolto crederci superiori perché una persona si muove percossa da leggi a noi ignote.”
Il cast completo di “Le libere donne”
Accanto a Lino Guanciale troviamo un cast corale:
- Lino Guanciale – Mario Tobino
- Gracjela (Grace) Kicaj – Margherita Lenzi
- Fabrizio Biggio – Dottor Guido Anselmi
- Gaia Messerklinger – Paola Levi
- Simona Caparrini
- Paolo Briguglia
- Chiara Cavalieri
- Luigi Diberti
I personaggi chiave
Margherita Lenzi (Grace Kicaj) è una giovane ereditiera internata dal marito e dalla suocera. Vittima di violenza domestica, viene rinchiusa perché “scomoda”. È uno dei volti più emblematici del racconto.
Il dottor Anselmi (Fabrizio Biggio) è un giovane medico idealista, affascinato dall’approccio più umano di Tobino.
Paola Levi (Gaia Messerklinger) è una staffetta partigiana ed ex compagna del protagonista, figura che riporta la dimensione politica e morale della guerra nel racconto.
Dal romanzo al set: dove è stata girata la serie
Per ricreare l’atmosfera del manicomio anni ’40, la produzione ha girato:
- nei luoghi reali di Maggiano, vicino Lucca;
- nel territorio lucchese;
- a Roma, anche nell’ex ospedale Carlo Forlanini.
Corridoi vuoti, grandi camerate, marmo freddo e spazi asettici contribuiscono a restituire l’idea del manicomio come istituzione totale, isolata ma immersa in una campagna viva e indifferente.
Temi della serie: salute mentale, patriarcato ed emancipazione
“Le libere donne” affronta temi forti e attuali:
- salute mentale e pratiche coercitive;
- patriarcato e controllo sociale sul corpo femminile;
- medicalizzazione del dissenso;
- emancipazione femminile;
- memoria storica dei manicomi prima della riforma Basaglia.
Quando il romanzo uscì nel 1953, mancavano ancora 25 anni alla legge che avrebbe chiuso i manicomi in Italia. Oggi la fiction prova a trasformare quella denuncia in memoria condivisa, portandola nel prime time di Rai 1.
Perché “Le libere donne” è una fiction necessaria
La serie non è solo un racconto storico, ma una riflessione sul presente.
Ci chiede:
- Quante donne, ieri, sono state definite “pazze” solo perché libere?
- Quanto la cultura patriarcale continua a influenzare il modo in cui definiamo ciò che è “normale”?
- Esistono ancora oggi forme più sottili di esclusione e marginalizzazione?
Attraverso la figura di Tobino e il coro delle sue pazienti, “Le libere donne” riaccende l’attenzione su una pagina dolorosa della storia italiana e invita il pubblico – uomini e donne – a interrogarsi sul rapporto tra potere, diagnosi e libertà.






