Genocidio è il nuovo singolo di Marco D’Angelo: significato del brano e dove ascoltarlo

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Ci sono canzoni che intrattengono e altre che fanno male, che mettono a disagio e costringono ad ascoltare davvero. È in quel momento che la musica smette di essere evasione e diventa presa di posizione.

Nasce così “Genocidio”, il nuovo singolo di Marco D’Angelo, pubblicato il 16 gennaio 2026 per Artisti Online: un brano rock che guarda in faccia la realtà e la racconta senza filtri.

“Genocidio”: una canzone di denuncia

“Genocidio” affonda le mani nella ferita aperta della guerra e dell’ingiustizia. Il riferimento a quanto accade a Gaza da oltre due anni è evidente, ma il messaggio va oltre il singolo contesto geografico: il brano si configura come una denuncia universale contro ogni forma di sopruso consumato sotto gli occhi del mondo.

Marco D’Angelo sceglie di dare voce a chi non può più parlare, trasformando immagini di distruzione e sofferenza in un racconto diretto, umano, impossibile da ignorare.

Un testo che non fa sconti

Il testo di “Genocidio” colpisce per la sua forza narrativa.
Non ci sono metafore rassicuranti, ma immagini che si materializzano davanti all’ascoltatore:

  • bambini
  • madri
  • corpi immobili
  • sangue sulle strade

Una scrittura che espone il dolore con lucidità e rispetto, ponendo una domanda scomoda: quanto siamo davvero estranei a tutto questo?

Emblematica la frase:

“Tutto il mondo lo sapeva, tutto il mondo lo vedeva, ma nessuno li fermava”

Un verso che diventa atto d’accusa contro l’indifferenza collettiva e il silenzio sistemico. È qui che “Genocidio” smette di essere solo una canzone e si trasforma in una chiamata alla responsabilità.

Il suono: un rock teso e viscerale

Dal punto di vista musicale, “Genocidio” si muove all’interno di un rock essenziale, cupo e viscerale.
Le chitarre elettriche costruiscono un muro sonoro compatto, sostenuto da una ritmica incalzante che accompagna l’emotività crescente del testo.

L’atmosfera è soffocante, coerente con il racconto, e non lascia spazi di conforto. Fondamentale il contributo di William Stravato, chitarrista e musicista di grande esperienza, che firma l’arrangiamento donando:

  • profondità
  • dinamica
  • tensione costante

senza mai snaturare l’urgenza espressiva del brano.

La voce di Marco D’Angelo

La voce di Marco D’Angelo è ruvida, diretta, attraversata da un’indignazione autentica. Non cerca virtuosismi, ma verità emotiva, risultando perfettamente allineata al messaggio del brano.

Con “Genocidio”, D’Angelo riafferma una visione chiara del ruolo dell’artista: non restare in silenzio davanti all’ingiustizia. Il rock torna così alla sua funzione originaria di strumento di denuncia e consapevolezza, capace di scuotere le coscienze.

Dove ascoltare “Genocidio”

Il singolo “Genocidio” è:

  • in rotazione radiofonica
  • disponibile su tutte le piattaforme digitali
    a partire dal 16 gennaio 2026

È inoltre acquistabile su Bandcamp tramite Artisti Online.

Chi è Marco D’Angelo

Marco D’Angelo è un cantautore rock e chitarrista, noto per una scrittura diretta, intensa e profondamente legata alla dimensione emotiva e sociale della musica.

Cresciuto artisticamente tra chitarra e pianoforte, sviluppa fin da subito un forte rapporto con il palco, facendo del rock il suo linguaggio principale per raccontare storie, conflitti interiori e prese di posizione.

Discografia e percorso

  • Viviamo o no (2011) – album d’esordio
  • Mondi irraggiungibili (2014), con arrangiamenti di William Stravato
  • singoli come Io non sono come vuoi e Dimmi che mi vuoi

Negli anni affina uno stile autentico e senza compromessi, alternando attività live e produzioni discografiche.

Con “Genocidio” (2026), Marco D’Angelo riafferma il ruolo dell’artista come voce critica del presente, capace di trasformare la musica in denuncia, testimonianza e responsabilità.

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