Comunicazione musicale in crisi: serve un nuovo metodo per la promozione discografica in Italia

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La comunicazione musicale in Italia è arrivata a un punto di svolta. Non si tratta di una mancanza di attenzione da parte dei media, ma di una crisi di metodo che coinvolge l’intero sistema della promozione discografica. È quanto emerge dall’analisi delle risposte di oltre 5.000 addetti ai lavori, raccolte all’interno del Primo Osservatorio sulla Comunicazione Musicale Italiana.

Trasparenza, responsabilità e selezione sono i tre pilastri indicati dalle redazioni per restituire identità e valore alla promozione musicale.

Uffici stampa e redazioni: un rapporto sempre più sotto pressione

Le redazioni che si occupano di musica e spettacolo segnalano una crescente difficoltà nel gestire l’attuale flusso di comunicati stampa musicali legati alle nuove uscite discografiche. Il problema non è la quantità di musica prodotta, ma la sovrabbondanza di proposte prive di contesto editoriale.

Il risultato è un sovraccarico informativo che rende sempre più complesso distinguere ciò che è realmente rilevante da ciò che è semplicemente presente nel flusso.

L’Osservatorio sulla Comunicazione Musicale Italiana

A fotografare questo scenario è il Primo Osservatorio sulla Comunicazione Musicale Italiana, ideato, condotto e curato dall’agenzia Music & Media Press, attraverso un’indagine rivolta a redazioni musicali e culturali.

L’obiettivo dell’Osservatorio è analizzare in modo strutturato il rapporto tra uffici stampa musicali e giornalisti, mettendo in luce criticità, aspettative e possibili soluzioni condivise.

Il paradosso della comunicazione massiva

Dai dati emerge un paradosso ormai strutturale:
la quantità di contenuti immessi nel sistema ha progressivamente svuotato di senso la notizia stessa.

L’invio stampa, spesso automatizzato e non mediato, rischia di perdere la sua funzione primaria di supporto al racconto giornalistico, trasformandosi in un gesto meccanico e poco efficace. Questo modello non garantisce visibilità ai progetti e contribuisce a un affaticamento generale delle redazioni.

Il problema non è la musica, ma il metodo

Secondo l’Osservatorio, la criticità non risiede nella qualità artistica o nell’identità dei progetti musicali, bensì nella difficoltà di tradurli in una proposta giornalisticamente leggibile.

Le redazioni segnalano come elemento decisivo la presenza di una mediazione professionale qualificata, capace di:

  • comprendere il momento editoriale
  • conoscere la linea della testata
  • motivare perché una specifica uscita sia notiziabile oggi

In assenza di questo lavoro di filtro e posizionamento, anche progetti solidi rischiano di apparire indistinti.

La richiesta di responsabilità della filiera

«Dalle risposte raccolte emerge con chiarezza una richiesta di responsabilità che investe l’intera filiera», dichiara Elisa Serrani, titolare di Music & Media Press.

Secondo Serrani, il problema non è solo il volume di musica prodotta, ma l’erosione del metodo con cui viene proposta. Quando la comunicazione smette di essere un collante e diventa un ostacolo, il danno è sistemico: si perde il merito e si disperde il valore dei progetti.

L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di favorire una vera ecologia della comunicazione musicale, in cui il filtro professionale torni a essere una garanzia per le redazioni e un’opportunità reale per gli artisti.

Come comunicare meglio: cosa chiedono i media

I feedback raccolti forniscono indicazioni operative molto chiare:

  • email personalizzate restano il canale preferito
  • fondamentale una gerarchia del senso tra visibilità e notiziabilità
  • messaggi diretti, telefonate e follow-up automatici sono percepiti come invasivi
  • la reputazione di un ufficio stampa si costruisce su tono, misura e coerenza, non sulla frequenza degli invii

La selezione preventiva dei progetti è considerata un valore aggiunto, non un limite.

Un punto di partenza, non un dogma

Il Primo Osservatorio sulla Comunicazione Musicale Italiana non intende imporre modelli rigidi, ma proporsi come spazio di ascolto e confronto tra professionisti. È il primo capitolo di un’indagine permanente che vuole restare aperta e dinamica, restituendo una fotografia realistica di un sistema oggi affaticato.

Verso una nuova architettura della comunicazione musicale

In questo contesto, la comunicazione può finalmente svincolarsi dall’obbligo di “occupare spazio” per tornare a essere un’architettura di senso.
L’obiettivo non è ridurre il volume della musica, ma migliorare la qualità del dialogo, affinché la notizia torni a valere per ciò che racconta, e non per lo spazio che occupa.

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