Antonino Zichichi, chi era il fisico italiano che ha portato la scienza al grande pubblico
Addio a uno dei più noti divulgatori scientifici italiani
Antonino Zichichi (Trapani, 15 ottobre 1929 – 9 febbraio 2026) è stato un fisico e divulgatore scientifico italiano, tra le figure più riconoscibili della scienza nel dibattito pubblico del secondo Novecento e dei primi decenni del Duemila.
Specializzato in fisica delle particelle elementari, è stato protagonista di importanti ricerche nel campo della fisica nucleare e subnucleare, tra cui la co-scoperta dell’antideutone.
Professore emerito dell’Università di Bologna dal 2006, Zichichi è stato anche presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e fondatore di istituzioni scientifiche di rilievo internazionale. Al grande pubblico è rimasto noto soprattutto per la sua intensa attività di divulgazione scientifica, svolta attraverso libri, saggi, conferenze e frequenti apparizioni televisive.
Formazione e carriera scientifica
Dopo aver frequentato il liceo classico Ximenes di Trapani, Antonino Zichichi si laurea in matematica e fisica all’Università di Palermo, sotto la guida di Donato Palumbo. La sua carriera lo porta a lavorare in alcuni dei più importanti centri di ricerca mondiali, tra cui il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra.
Nel 1965, al CERN, guida il gruppo di ricerca che osserva per la prima volta l’antideutone, in contemporanea con un team statunitense del Brookhaven National Laboratory. Nello stesso anno diventa professore ordinario di fisica superiore all’Università di Bologna, incarico che manterrà fino al 2006.
Durante quegli anni coordina anche i primi esperimenti sulle collisioni materia-antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati, contribuendo allo sviluppo della fisica delle alte energie in Italia.
Ruoli istituzionali e grandi progetti scientifici
Zichichi è stato presidente dell’INFN dal 1977 al 1982 e nel 1978 ha ricoperto anche la carica di presidente della Società Europea di Fisica. Tra i suoi lasciti più importanti figura il contributo decisivo alla nascita dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, il cui cantiere prende avvio nel 1980.
Dal 1986 è stato alla guida del World Lab, associazione fondata insieme al premio Nobel Isidor Isaac Rabi per sostenere la ricerca scientifica nei Paesi in via di sviluppo. È inoltre autore della proposta dell’Eloisatron, un ambizioso progetto di acceleratore di particelle da 500 TeV, considerato da molti non realizzabile ma comunque oggetto di studi finanziati dall’INFN per diversi anni.
Il suo indice H (Scopus) pari a 130 testimonia l’impatto significativo della sua produzione scientifica.
Il Centro Ettore Majorana di Erice
Nel 1963 Antonino Zichichi fonda a Erice, in Sicilia, il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, divenuto nel tempo un punto di riferimento internazionale. Il centro comprende 123 scuole post-universitarie dedicate a tutti i campi della ricerca scientifica moderna e assegna borse di studio a giovani ricercatori di talento provenienti da tutto il mondo.
Sempre a Erice nasce nel 1973 la World Federation of Scientists, fondata da Zichichi con Rabi e altri scienziati per affrontare le grandi emergenze planetarie attraverso la cooperazione scientifica internazionale.
Divulgazione scientifica e rapporto tra scienza e fede
Antonino Zichichi è stato una delle figure più visibili della divulgazione scientifica italiana. Cattolico dichiarato, ha sempre sostenuto la compatibilità tra scienza e fede, posizione che ha suscitato ampio dibattito, in particolare con il libro Galileo, Divin Uomo, nel quale negava l’esistenza di un conflitto strutturale tra Chiesa e scienza nel caso Galileo.
Celebre anche la sua battaglia contro astrologia, superstizioni e pseudoscienze, da lui definite un’“Hiroshima culturale”. Questo tema è centrale in uno dei suoi libri più noti, Il Vero e il Falso (2002).
Idee, controversie e dibattito scientifico
Nel corso della sua carriera pubblica, Zichichi è stato al centro di numerose controversie scientifiche e culturali. Tra le più discusse:
- la critica alla teoria darwiniana dell’evoluzione, ritenuta da lui priva di una solida base matematica, posizione respinta dalla comunità scientifica;
- il rifiuto del consenso scientifico sul cambiamento climatico di origine antropica, espresso in numerosi interventi pubblici e articoli, duramente contestati da climatologi e ricercatori;
- il confronto polemico con Piergiorgio Odifreddi, che gli ha dedicato saggi critici, dando origine a un lungo dibattito pubblico.
Zichichi ha sempre sostenuto che il compito della scienza fosse quello di interrogarsi sui limiti della conoscenza, anche a costo di esporsi a critiche radicali.
L’esperienza politica e la cultura popolare
Negli anni Duemila il suo nome è stato più volte accostato alla politica. Nel 2012 viene nominato assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana, incarico revocato nel 2013. Pur dichiarandosi vicino al centrodestra, ha sempre affermato di non voler intraprendere una carriera politica stabile.
La sua figura è entrata anche nella cultura popolare, grazie a celebri imitazioni televisive, tra cui quelle di Maurizio Crozza ed Ezio Greggio, che ne hanno enfatizzato il tono solenne e il linguaggio caratteristico.
L’eredità di Antonino Zichichi
Con la morte di Antonino Zichichi si chiude una stagione della scienza italiana segnata da grandi ambizioni, forte esposizione mediatica e dibattito continuo. Amato e criticato, Zichichi ha avuto il merito indiscusso di portare la fisica e la scienza al centro del discorso pubblico, contribuendo a formare generazioni di studenti e appassionati.
Il suo lascito resta complesso e stratificato: quello di uno scienziato che ha cercato di tenere insieme ricerca, divulgazione e visione filosofica del sapere, lasciando un segno profondo nella cultura scientifica italiana.






