Il rapper, cantautore e compositore casertano Crisso presenta “Pieni di voi, vuoti di me”, un album che mette in dialogo il rap contemporaneo con la kora e le tradizioni musicali dell’Africa occidentale.
Dopo quattro anni di ricerca, incontri e sperimentazione, l’artista dà vita a un progetto composto da dodici tracce, nel quale la musica diventa uno strumento per riflettere sull’identità, sulle disuguaglianze sociali e sul significato del benessere materiale.
Al centro del disco c’è una domanda che attraversa tutte le canzoni: quanto sono davvero lontani un griot africano e un rapper contemporaneo? Due figure appartenenti a epoche e contesti differenti, ma accomunate dalla capacità di raccontare il proprio tempo attraverso la parola, il ritmo e la memoria.
Da questa intuizione nasce un lavoro che va oltre la semplice contaminazione musicale. La kora, strumento tradizionale a corde dell’Africa occidentale, incontra beat hip hop, elettronica, chitarre, archi e voci internazionali, accompagnando Crisso in un percorso artistico e personale che lo porta a interrogarsi anche sui propri privilegi e sulle proprie contraddizioni.
Chi è Crisso: biografia e carriera del rapper casertano
Crisso, nome d’arte di Cristian Biasin, è un rapper, cantautore e compositore casertano che si muove tra hip hop, musica d’autore, elettronica e composizione per immagini.
La sua formazione musicale comincia molto presto: a soli sei anni intraprende lo studio del pianoforte, sviluppando progressivamente un percorso che unisce scrittura, composizione e ricerca sonora.
Nel 2015 debutta con il nome d’arte Signor Dream, pubblicando gli album Fuori Tutto Vol.1 e Fuori Tutto Vol.2. Nel 2019 inaugura una nuova fase artistica con il progetto Crisso e il disco Zugzwang, anticipato dal singolo Apologia.
Negli anni successivi pubblica brani come Mai Stati Uniti, Malatesta, Paga e L’artista, fino ad arrivare a Porto Pazienza, il suo terzo album, uscito nel 2022 e riproposto in versione strumentale nel 2023.
Parallelamente all’attività discografica, approfondisce la propria formazione accademica, conseguendo con il massimo dei voti e la lode il Diploma Accademico di II livello in Composizione di Musica Elettronica e successivamente un Master Internazionale in Musica Applicata alle Immagini.
Il suo percorso comprende anche esperienze e masterclass con musicisti e compositori come Mari Kimura, John Chowning e Aubrey Whitfield. Crisso si dedica inoltre alla composizione di musiche originali per cortometraggi, progetti audiovisivi e produzioni multimediali.
Nel corso della carriera ha ottenuto selezioni e riconoscimenti in concorsi e festival nazionali e internazionali, tra cui Musicultura, l’International Electronic Music Competition di Shanghai, l’International Computer Music Conference 2022, il Premio Franco Califano, il Proscenium Festival, il Premio Carlo Gargioni e il Narnia Festival, dove ha ricevuto una menzione d’onore per una colonna sonora.
Con Pieni di voi, vuoti di me, Crisso apre un nuovo capitolo della propria ricerca, mettendo in relazione la scrittura rap con le tradizioni musicali dell’Africa occidentale.
“Pieni di voi, vuoti di me”: significato e ispirazione del nuovo album
Il nuovo disco di Crisso nasce da una passione che accompagna l’artista da circa quattro anni: quella per la kora, uno strumento a corde profondamente legato alla cultura mandinga e alla tradizione dei griot.
L’interesse per questo strumento lo spinge ad approfondire le culture musicali dell’Africa occidentale e a scoprire una sorprendente vicinanza tra la figura del griot e quella del rapper.
Tradizionalmente, il griot è un custode della memoria collettiva, un narratore che tramanda attraverso la musica e la parola storie, genealogie, identità e vicende delle comunità. Il rapper, pur appartenendo a un contesto storico e sociale differente, utilizza a sua volta la voce e il ritmo per raccontare il presente, esprimere conflitti, rivendicare appartenenze e condividere esperienze personali.
È proprio su questa affinità che si fonda il progetto musicale di Crisso, sviluppato attraverso incontri con musicisti e artisti provenienti da Paesi e tradizioni differenti.
Il titolo Pieni di voi, vuoti di me racchiude invece il significato più intimo del disco. Durante i suoi viaggi, Crisso si confronta con realtà nelle quali le condizioni materiali sono molto diverse da quelle a cui è abituato. Osservando persone che possiedono poco ma sembrano conservare una particolare capacità di sorridere e vivere il presente, comincia a interrogarsi sul valore degli oggetti, delle ambizioni e dei privilegi che spesso vengono dati per scontati.
Essere materialmente pieni non significa necessariamente sentirsi completi. È questa la contraddizione che attraversa l’album: il confronto con chi ha meno diventa un’occasione per mettere in discussione il proprio modo di vivere e di guardare il mondo.
Il viaggio non viene raccontato come una semplice esperienza esotica, né come una contrapposizione idealizzata tra Africa e Occidente. Crisso sceglie piuttosto di interrogare anche sé stesso, riconoscendo le contraddizioni della propria posizione e il modo in cui lo sguardo occidentale può influenzare la percezione dell’altro.
Rap e musica africana: l’incontro tra Crisso e i griot
Per realizzare l’album, Crisso ha coinvolto musicisti con storie, provenienze e linguaggi differenti. Alcuni sono direttamente legati alla tradizione dei griot, mentre altri hanno sviluppato una parte importante del proprio percorso artistico attraverso lo studio della musica dell’Africa occidentale.
Tra le collaborazioni più significative c’è quella con Jabel Kanuteh, musicista nato in Gambia in una famiglia di griot e avvicinatosi alla kora fin dall’infanzia.
Con lui Crisso ha realizzato Cuore Griot, primo singolo estratto dal progetto e pubblicato nel luglio 2026, oltre al brano Uruk-hai.
Un altro protagonista è Adama Koeta, nato a Bobo-Dioulasso, in Burkina Faso, in una famiglia di griot. Cresciuto tra balafon, percussioni, n’goni, kora e repertorio mandingo, partecipa al brano Djala insieme ad Arnaud Fillion.
La title track vede invece la partecipazione di Founé Sow, artista di radici senegalesi e maliane, cresciuta in una famiglia musicale e attiva tra canto, kora e sonorità contemporanee.
Tra gli ospiti figura anche Miriam Lieberman, cantautrice e musicista australiana che ha approfondito lo studio della kora durante i suoi soggiorni in Africa occidentale, tra Guinea e Mali, studiando anche con il celebre interprete Toumani Diabaté. La sua voce accompagna il brano Much as I Try.
Completa il quadro Badara Seck, artista senegalese coinvolto in La danza della pioggia, insieme ad Afro D-King, Tania She, Steve Alkebulan, Ameh Fashi, Littel Inossah e altri musicisti che contribuiscono ad ampliare l’orizzonte sonoro del disco.
Le sonorità di “Pieni di voi, vuoti di me”
Dal punto di vista musicale, il progetto non si lascia racchiudere in un unico genere. Il rap rimane il centro della scrittura di Crisso, ma viene affiancato da strumenti tradizionali africani, elettronica, chitarre, archi, sax, percussioni, flauto irlandese e voci provenienti da tradizioni differenti.
La kora attraversa l’intero album, assumendo un ruolo diverso a seconda del brano. In alcune tracce prevalgono le sonorità africane e le voci degli ospiti, mentre in altre emergono maggiormente il beat hip hop, la canzone d’autore o le aperture rock.
Il risultato è un lavoro nel quale la sperimentazione sonora accompagna una ricerca più ampia, legata all’identità, alla memoria, alle relazioni umane e alle disuguaglianze.
Come racconta lo stesso Crisso, il disco è il risultato di quattro anni di lavoro e di una ricerca che ha coinvolto musicisti capaci di contribuire concretamente alla sua visione artistica. L’intenzione non era prendere in prestito il suono di una cultura diversa, ma costruire un dialogo autentico tra linguaggi musicali.
“Pieni di voi, vuoti di me”: la tracklist completa
L’album è composto da dodici brani, ognuno caratterizzato da collaborazioni e atmosfere differenti.
- Aire (feat. Tania She)
- We Can (feat. Afro D-King)
- Cuore Griot (feat. Jabel Kanuteh)
- Djala (feat. Adama Koeta & Arnaud Fillion)
- Uruk-hai (feat. Jabel Kanuteh)
- Pieni di voi, vuoti di me (feat. Founé Sow)
- La danza della pioggia (feat. Badara Seck)
- Live Your Life (feat. Steve Alkebulan, produzione di Nexo)
- Much as I Try (feat. Miriam Lieberman)
- Petricore (feat. Ameh Fashi)
- Welcome to Ghana
- Obroni (feat. Littel Inossah & Family)
Il significato delle canzoni: dal racconto del presente al viaggio interiore
Le dodici tracce costruiscono un percorso che alterna osservazione sociale, autobiografia, sperimentazione musicale e riflessione sul rapporto con l’altro.
“Aire” e “We Can”: tra attualità e possibilità di cambiamento
L’album si apre con Aire, brano nel quale la voce di Tania She introduce una scrittura diretta e incisiva. Crisso affronta temi legati alla guerra, alla politica e alle vittime civili, con riferimenti anche a Gaza.
Le sonorità che richiamano altre culture non attenuano il peso delle parole, ma accompagnano un racconto che si confronta con le contraddizioni del presente.
Con We Can, il clima cambia. Il ritornello di Afro D-King introduce un groove più aperto e luminoso, mentre il testo riflette sul potere della musica di far cantare, ballare, pensare e, almeno idealmente, contribuire al cambiamento.
“Cuore Griot” e “Djala”: identità, radici e fratellanza
Cuore Griot rappresenta uno dei brani centrali per comprendere la genesi del disco. Insieme a Jabel Kanuteh, Crisso affronta il tema dell’appartenenza e dell’importanza di non dimenticare le proprie origini. La kora diventa parte integrante del racconto, mettendo in relazione due figure che utilizzano la musica per dare voce alla propria esperienza.
Con Djala, invece, il discorso si sposta sui legami personali. Il rapper racconta ricordi condivisi, famiglie che cambiano, amicizie messe alla prova dal tempo e difficoltà economiche ed emotive. In questo scenario, la presenza dell’altro diventa una forma di resistenza e di sostegno reciproco.
“Uruk-hai”: Crisso non dimentica le proprie radici hip hop
In Uruk-hai, con Jabel Kanuteh, emerge il lato più ironico e dichiaratamente rap dell’artista. Il brano è ricco di riferimenti alla cultura pop e hip hop, con citazioni che spaziano da Kirikù a Kunta Kinte, da Mac Miller a Guru, fino a Harry Potter e Duolingo.
La scrittura rivendica il percorso personale di Crisso, che richiama il viaggio da Caserta a Banjul e prende le distanze da qualsiasi appropriazione superficiale di linguaggi musicali differenti.
L’incontro con le tradizioni africane, quindi, non cancella la sua identità artistica: il rapper continua a partire dalla propria storia per aprirsi a nuove possibilità espressive.
“Pieni di voi, vuoti di me”: il cuore del progetto
La title track, realizzata con Founé Sow, rappresenta il centro emotivo e concettuale dell’album.
Il confronto con una realtà distante da quella occidentale porta Crisso a interrogarsi sulle proprie ambizioni, sul valore dei beni materiali e sulla libertà che spesso si cerca senza riuscire a raggiungerla.
La distanza dalla famiglia e il contatto con condizioni di vita differenti diventano uno specchio attraverso cui osservare le proprie abitudini. Il brano mette così in discussione l’idea che il possesso materiale sia sufficiente a garantire una vita piena.
“La danza della pioggia”: privilegi e responsabilità collettive
Con Badara Seck, La danza della pioggia affronta le disuguaglianze sociali e le contraddizioni dell’Occidente.
Il punto di partenza è rappresentato da elementi quotidiani, come avere un tetto e un pasto caldo, che per molte persone sono tutt’altro che scontati. Da qui, il racconto si allarga alle guerre, all’accumulo della ricchezza e alla distanza tra i valori proclamati e i comportamenti concreti.
Il brano invita a riflettere sul modo in cui vengono osservate le sofferenze altrui e sulla responsabilità di chi dispone di maggiori risorse.
“Live Your Life” e “Much as I Try”: inquietudini personali e relazioni
Dopo le riflessioni sociali, Live Your Life riporta l’attenzione sull’interiorità. Crisso racconta l’ansia, le priorità da riconsiderare e la sensazione di aver inseguito obiettivi che non restituiscono ciò che si desidera davvero.
La partecipazione di Steve Alkebulan e la produzione di Nexo accompagnano un brano autobiografico che invita a vivere pienamente il tempo a disposizione.
In Much as I Try, con Miriam Lieberman, il tema centrale è invece un legame che resiste alla distanza e alla possibilità della separazione. Il mare, le correnti, le onde e le rotte diventano immagini attraverso cui raccontare un sentimento difficile da abbandonare.
La voce di Lieberman, in inglese, porta la canzone verso un incontro tra songwriting e world music.
“Petricore”: la speranza dopo le ferite
Il titolo Petricore richiama l’odore della terra dopo la pioggia e diventa una metafora della possibilità di ricominciare.
Nel brano si susseguono immagini di terre ferite, guerre, povertà, religione e bracconaggio. La partecipazione di Ameh Fashi introduce un richiamo alla speranza e a un nuovo giorno.
La danza non cancella la sofferenza, ma rappresenta una possibilità di ripartenza: riconoscere ciò che fa male senza permettergli di definire completamente il futuro.
“Welcome to Ghana” e “Obroni”: quando lo straniero è Crisso
Il viaggio in Ghana occupa una posizione decisiva nella parte conclusiva dell’album. Welcome to Ghana introduce l’ultimo passaggio del racconto, conducendo direttamente a Obroni.
Il termine obroni viene utilizzato in Ghana per indicare una persona bianca o uno straniero. In questo brano Crisso sperimenta un ribaltamento di prospettiva: non è più colui che osserva dall’esterno, ma è lui stesso a essere riconosciuto come diverso.
Il testo attraversa luoghi, incontri e contrasti del viaggio, da Fiumicino ad Accra, fino alle strade, alle piantagioni e alle persone incontrate lungo il percorso.
Il racconto si estende anche allo sguardo occidentale sul mondo, con una provocazione rivolta a chi trasforma l’immagine di un bambino in un contenuto da condividere sui social per ottenere visibilità e approvazione.
Il disco si chiude così con una domanda implicita sul modo di viaggiare e raccontare le altre culture: conoscere l’altro significa anche interrogarsi sulle proprie motivazioni e sulla responsabilità del proprio sguardo.
Quando esce “Pieni di voi, vuoti di me” e dove ascoltare l’album
Pieni di voi, vuoti di me è il nuovo progetto discografico di Crisso, nato da quattro anni di ricerca musicale e di incontri con artisti legati alle tradizioni dell’Africa occidentale.
Il primo singolo, Cuore Griot, è stato pubblicato nel luglio 2026. L’album è indicato come disponibile su Spotify da venerdì 23 ottobre 2026.
Per Crisso, il disco non rappresenta la conclusione di un percorso, ma una prima tappa di una ricerca destinata a proseguire. Il viaggio che lo ha portato a conoscere la kora, i griot e altre tradizioni musicali si è trasformato in un’occasione per guardare diversamente anche alla propria storia.
Con questo lavoro, il rapper casertano dimostra come la musica possa mettere in relazione culture differenti e, allo stesso tempo, aprire uno spazio di riflessione sulle disuguaglianze, sull’identità e sul significato di ciò che consideriamo davvero essenziale.






