Cupido è una delle figure più riconoscibili dell’immaginario occidentale: un angelo alato armato di arco e frecce, simbolo universale dell’amore. Ma chi era davvero Cupido, qual è il suo significato simbolico e perché è diventato l’emblema della festa degli innamorati?
La sua storia affonda le radici nella mitologia antica e attraversa secoli di trasformazioni culturali, fino a diventare l’icona romantica che conosciamo oggi.
Chi era Cupido nella mitologia
Nella mitologia romana, Cupido era il dio dell’amore e del desiderio, equivalente del dio greco Eros. Figlio di Venere, dea dell’amore e della bellezza, Cupido rappresentava la forza irrazionale e potente dell’attrazione, capace di unire o sconvolgere dèi e mortali.
A differenza dell’immagine infantile diffusa oggi, Cupido non era inizialmente raffigurato come un angelo bambino, ma come una divinità giovane, spesso sensuale, simbolo dell’energia primordiale dell’amore.
Cupido è davvero un angelo?
Una delle domande più frequenti è: Cupido era un angelo?
La risposta è no, almeno in origine.
Cupido non appartiene alla tradizione cristiana, ma a quella pagana. Tuttavia, nel corso del Medioevo e del Rinascimento, la sua iconografia si è progressivamente avvicinata a quella degli angeli: ali, volto infantile, espressione innocente. Questa trasformazione ha reso Cupido più compatibile con l’immaginario religioso e popolare europeo.
Il significato simbolico di Cupido
Il significato simbolico di Cupido è complesso e stratificato. Non rappresenta solo l’amore romantico, ma anche:
- il desiderio improvviso e irrazionale
- la passione incontrollabile
- la vulnerabilità emotiva
- l’imprevedibilità dei sentimenti
Le sue frecce simboleggiano il fatto che l’amore colpisce senza preavviso e senza possibilità di difesa. In alcune versioni del mito, Cupido possiede frecce d’oro (che fanno innamorare) e frecce di piombo (che provocano rifiuto), sottolineando la doppia natura dell’amore: gioia e sofferenza.
Cupido nella storia dell’arte e della letteratura
Nel corso dei secoli, Cupido è stato rappresentato innumerevoli volte nell’arte: dalla scultura classica ai dipinti rinascimentali, fino alla letteratura medievale e moderna.
Celebre è il mito di Amore e Psiche, in cui Cupido si innamora perdutamente di una mortale, raccontando un amore ostacolato, segreto e infine trionfante. Questo racconto ha contribuito a rafforzare l’immagine di Cupido come simbolo dell’amore vero che supera le prove.
Perché Cupido è associato a San Valentino
L’associazione tra Cupido e la festa degli innamorati nasce nel Medioevo, quando il 14 febbraio inizia a essere celebrato come il giorno dell’amore romantico.
Poiché San Valentino è il santo protettore degli innamorati, Cupido diventa il simbolo laico perfetto per rappresentare visivamente l’amore: universale, immediato e comprensibile a tutti. Con il tempo, la figura di Cupido viene adottata nella cultura popolare, nelle cartoline, nei biglietti d’amore e nelle decorazioni di San Valentino.
Cupido e l’amore moderno
Oggi Cupido è diventato un’icona globale del romanticismo, spesso rappresentato in chiave tenera o ironica. Non incarna più il desiderio travolgente degli antichi miti, ma un’idea di amore dolce, giocosa e accessibile.
Nonostante questa semplificazione, il suo significato originario resta intatto: Cupido ci ricorda che l’amore è una forza che non si controlla, che arriva all’improvviso e che può cambiare la vita.
Cupido: molto più di un simbolo romantico
Dietro l’immagine del piccolo angelo alato si nasconde una storia millenaria fatta di miti, trasformazioni culturali e simbolismi profondi. Cupido non è solo il volto romantico di San Valentino, ma il riflesso di una verità universale: l’amore è potente, imprevedibile e inevitabile.
Ed è forse per questo che, ancora oggi, continuiamo a riconoscerci in lui.






