Stefano Sani torna con “Radici (23)”: il nuovo singolo tra memoria, identità e riscatto

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È disponibile sulle principali piattaforme digitali Radici (23), il nuovo brano di Stefano Sani, artista che ha segnato la musica italiana dagli anni ’80 a oggi.

Una canzone intensa e profondamente autobiografica, capace di raccontare con autenticità temi universali come identità, memoria e desiderio di riscatto.

“Radici (23)”: significato e ispirazione del nuovo brano

“Radici (23)” nasce da un incontro umano e artistico con Gianni Salamone, autore del testo, del soggetto e regista del videoclip.

Dopo aver letto l’autobiografia di Sani, Sulla giostra della vita, Salamone ha deciso di scrivere un brano capace di restituire in musica l’essenza più autentica dell’artista.

Il risultato è una canzone:

  • intima e toccante
  • ricca di riferimenti personali
  • attraversata da una forte componente emotiva

Un racconto musicale che mette in luce la passione viscerale per la musica, vissuta quasi come una necessità inevitabile.

Un brano tra passato e presente

“Radici (23)” affonda nelle esperienze di vita di Stefano Sani, trasformando ricordi e momenti difficili in musica.

Il singolo si distingue per:

  • una scrittura profonda e sincera
  • un sound suonato, con pochissimo uso di campionamenti
  • un forte legame con le origini

Un lavoro che parla di ritorno alle proprie radici, ma anche di rinascita artistica.

Il videoclip: un racconto familiare e simbolico

Il videoclip ufficiale di “Radici (23)” rafforza il messaggio del brano con immagini autentiche e cariche di significato.

Tra le particolarità:

  • girato anche nella casa di Stefano Sani
  • interpretato da membri della sua famiglia
  • costruito come racconto simbolico delle origini

Tra i protagonisti:

  • il nipotino dell’artista, che canta nel video
  • la nipote Lucrezia, nel ruolo della madre
  • la madre di Stefano, Graziella, nel ruolo della nonna

Il gesto centrale — l’interramento del cordone ombelicale sotto un rosaio — richiama un’antica credenza popolare, simbolo di trasmissione della passione per la musica.

Un progetto artistico e solidale

L’uscita del singolo è strettamente legata al libro Sulla giostra della vita, pubblicato nel 2024 e curato da Paolo Mugnai.

Un’opera che racconta senza filtri:

  • i successi
  • le difficoltà
  • il dietro le quinte dello show business

Importante anche il valore solidale: i proventi destinati all’artista sono devoluti al reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Meyer.

I musicisti e la produzione

Il brano vede la collaborazione di importanti musicisti:

  • Simone Papi – pianoforte, tastiere, arrangiamento e produzione artistica
  • Lallo Mauro – basso
  • Giacomo Guatteri – chitarre
  • Massimo Pacciani – batteria

Coordinamento a cura di Marzio Benelli.

La carriera di Stefano Sani: dagli anni ’80 a oggi

Nato a Montevarchi, Stefano Sani si avvicina alla musica fin da giovanissimo, distinguendosi in numerosi concorsi.

Il successo tra Festival e televisione

  • debutto al Festival di Castrocaro nel 1981 con un brano scritto da Zucchero Fornaciari
  • partecipazione al Festival di Sanremo 1982 con “Lisa”, grande successo
  • ritorno a Sanremo nel 1983 con “Complimenti”

Negli anni ’80 diventa uno dei volti più noti della musica italiana, partecipando a programmi iconici e pubblicando diversi album di successo.

Teatro, televisione e nuovi progetti

Oltre alla musica, Stefano Sani ha esplorato altri ambiti dello spettacolo:

  • teatro con opere di Niccolò Machiavelli
  • musical e operetta
  • conduzione televisiva su Rai 3 con “L’Orecchiocchio”

Ha partecipato anche a programmi di successo come:

  • “I migliori anni”
  • “I soliti ignoti”
  • “Ora o mai più” su Rai 1, in coppia con Marcella Bella

Il ritorno con “Radici (23)”

Con “Radici (23)”, Stefano Sani apre un nuovo capitolo del suo percorso artistico.

Un brano che:

  • racconta la sua storia
  • celebra la resilienza
  • riafferma il valore delle proprie origini

In un panorama musicale spesso dominato dalla velocità, Sani sceglie la profondità, riportando al centro la verità delle emozioni.

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