“Il signore delle mosche”: la nuova serie TV arriva a febbraio 2026 su Sky e Now

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Il romanzo di William Golding diventa una serie evento firmata dagli autori di Adolescence

“Il signore delle mosche” torna sullo schermo con il primo adattamento televisivo ufficiale del celebre romanzo di William Golding, Premio Nobel per la Letteratura. La nuova serie TV, composta da quattro episodi, debutta il 22 febbraio in esclusiva su Sky e in streaming su Now, confermandosi come uno degli eventi seriali più attesi dell’inverno.

La serie sarà presentata in anteprima mondiale il 13 febbraio alla 76ª Berlinale, prima di arrivare sul piccolo schermo con una programmazione settimanale: due episodi il 22 febbraio e due il 1° marzo su Sky Atlantic.

Una storia senza regole: la trama de “Il signore delle mosche”

La serie riprende fedelmente l’ambientazione originale degli Anni ’50, approfondendo i grandi temi del romanzo: la natura umana, la perdita dell’innocenza, il potere e la violenza.

La storia si apre con un evento drammatico: un aereo precipita su un’isola deserta nel Pacifico. Tutti gli adulti muoiono nell’incidente e gli unici superstiti sono bambini e preadolescenti, costretti a organizzarsi da soli per sopravvivere.

Senza leggi né autorità, il gruppo prova a darsi delle regole partendo da un oggetto simbolico: una conchiglia, il cui suono permette di convocare assemblee e prendere decisioni collettive. Ma l’equilibrio è fragile.

Quando il fuoco acceso sulla montagna, pensato come segnale di salvezza per navi e aerei di passaggio, viene trascurato proprio nel momento cruciale, il gruppo si spacca definitivamente. Da una parte chi cerca soluzioni semplici e violente, dall’altra chi prova a mantenere razionalità e ordine. Col passare del tempo, però, la forza bruta prende il sopravvento sull’intelletto.

Quattro episodi, quattro punti di vista

Ogni episodio della serie prende il nome da uno dei personaggi centrali:

  • Ralph
  • Piggy
  • Simon
  • Jack

Questa scelta narrativa permette di osservare la stessa realtà da prospettive diverse, mettendo in luce le dinamiche psicologiche e il progressivo collasso morale del gruppo. Il risultato è un racconto corale che esplora il confine sottile tra civiltà e barbarie.

Regia e sceneggiatura: i vincitori del Bafta dietro la serie

Ad adattare e dirigere la serie sono Jack Thorne e Marc Munden, già vincitori del Bafta e noti per il loro lavoro su Adolescence. La loro rilettura mantiene intatta la potenza del testo originale di Golding, pubblicato in Italia da Mondadori, ma la arricchisce con un linguaggio visivo contemporaneo e una forte attenzione alla psicologia dei personaggi.

Il cast: oltre 30 giovani attori protagonisti

Il cast è composto da oltre 30 ragazzi, scelti per restituire autenticità e realismo al racconto. I ruoli principali sono interpretati da:

  • Winston Sawyers
  • Lox Pratt
  • David McKenna
  • Ike Talbut

Accanto a loro figurano anche Thomas Connor, Noah Flemming, Cassius Flemming, Cornelius Brandreth e Tom Page-Turner.

Colonna sonora d’eccezione e produzione internazionale

Le musiche originali sono firmate da Cristobal Tapia de Veer, mentre il tema principale è composto da Hans Zimmer insieme a Kara Talve, una collaborazione che conferisce alla serie una forte identità sonora e una tensione costante.

La serie è prodotta da Eleven e One Shoe Films, con il supporto di Sony Pictures Television, ed è destinata a BBC iPlayer, BBC One e Stan, confermando la sua vocazione internazionale. Tra i produttori figurano Callum Devrell-Cameron, Joel Wilson, Jamie Campbell, Nawfal Faizullah e Cailah Scobie.

Perché “Il signore delle mosche” è una serie da non perdere

Questo nuovo adattamento di “Il signore delle mosche” si propone come una serie TV intensa e disturbante, capace di parlare al presente attraverso una storia ambientata nel passato. In un mondo senza regole, la serie mette lo spettatore davanti a una domanda senza tempo: quanto sottile è il confine tra civiltà e violenza?

Un appuntamento imperdibile per chi ama le serie drammatiche, le trasposizioni letterarie e i racconti che scavano nelle zone più oscure dell’animo umano.

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