Il trio marchigiano rilancia il singolo premiato al MEI con un nuovo videoclip e una campagna radiofonica
A quasi un anno dalla sua pubblicazione, “Lavorare fa schifo”, il brano dei Capabrò, torna sotto i riflettori con l’uscita del videoclip ufficiale e una nuova campagna radiofonica.
Il singolo, pubblicato nel settembre 2025 per Astralmusic (ediz. Jois Publishing · Lungomare S.r.l. / distribuzione Symphonic Distribution), continua a conquistare pubblico e critica grazie a un linguaggio diretto, ironico e profondamente attuale.
Guarda il videoclip ufficiale: https://youtu.be/ZmGflcS1rCI
“Lavorare fa schifo”: una fotografia della precarietà contemporanea
Con uno stile provocatorio e tagliente, “Lavorare fa schifo” affronta temi centrali della società contemporanea come la precarietà lavorativa, l’alienazione professionale e la sicurezza sul lavoro.
La canzone racconta il disincanto di una generazione cresciuta con la promessa che il lavoro avrebbe garantito stabilità economica, dignità personale e realizzazione professionale, ma costretta oggi a confrontarsi con un mercato sempre più instabile e frammentato.
Un messaggio che, a distanza di mesi dalla pubblicazione, continua a dimostrarsi estremamente attuale, trasformando il brano in un vero e proprio manifesto generazionale.
I premi e i riconoscimenti ottenuti dal brano
Il percorso di “Lavorare fa schifo” è stato accompagnato da importanti riconoscimenti nel panorama della musica indipendente italiana.
Tra i risultati più significativi:
- Vittoria dell’11ª edizione del Premio “La Musica è Lavoro” al MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti;
- Semifinale al San Marino Song Contest 2026;
- Selezione tra gli otto semifinalisti del Premio Amnesty International Italia 2026 – sezione Emergenti.
In particolare, la candidatura al Premio Amnesty International Italia conferma la forza sociale del brano, riconosciuto per la capacità di promuovere e interpretare i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani attraverso la musica.
L’apertura del concerto di Vasco Rossi davanti a 60.000 persone
Il 2026 rappresenta un anno di svolta per la band marchigiana. Nel mese di giugno i Capabrò hanno aperto il concerto di Vasco Rossi a Ferrara davanti a oltre 60.000 spettatori.
Un’esperienza che ha contribuito ad amplificare ulteriormente la portata del brano. Nato come canzone di denuncia sociale, “Lavorare fa schifo” è diventato progressivamente un inno collettivo capace di coinvolgere pubblici diversi e trasversali.
I numerosi video condivisi sui social testimoniano il forte legame creatosi tra la band e gli ascoltatori, che hanno trasformato il ritornello in un coro generazionale.
Il sound dei Capabrò tra rock d’autore e critica sociale
Tra chitarre abrasive, ritornelli immediati e una forte presenza scenica, i Capabrò costruiscono un’identità musicale che mescola energia rock, sarcasmo sociale e spirito cantautorale.
La produzione del brano è stata affidata ad Andrea Mei, compositore e produttore noto per il suo lavoro con i Nomadi, presso il Potemkin Studio.
Il videoclip ufficiale e le animazioni sono stati realizzati da Claudia Cetraro per LeTroteProduction, contribuendo a rafforzare l’impatto visivo e narrativo della canzone.
Chi sono i Capabrò
I Capabrò sono un trio cantautorock originario delle Marche che fonde rock d’autore, energia live e osservazione critica della realtà contemporanea.
Nel 2025 hanno pubblicato l’album “Educazione cinica”, lavoro che ha consolidato la loro identità artistica fatta di ironia, denuncia sociale e sonorità incisive.
Formazione
- Alessandro Corvatta – voce e chitarra
- Diego Brocani – voce e basso
- Giorgio Pantaloni – batteria






