Abdon Pamich (Fiume, 3 ottobre 1933) è uno dei più grandi marciatori italiani di tutti i tempi, campione olimpionico, campione europeo e 40 volte campione italiano su varie distanze.
- Altezza: 1,84 m
- E’ padre di due figli: Tamara e Sennen
Figura simbolo dell’atletica leggera azzurra, Pamich ha rappresentato non solo l’eccellenza sportiva, ma anche i valori di resilienza, memoria e identità nazionale.
La sua carriera resta indissolubilmente legata alla marcia 50 km, disciplina in cui ha scritto alcune delle pagine più memorabili della storia olimpica italiana.
Le origini e l’infanzia da profugo fiumano
Nato a Fiume nel 1933, Abdon Pamich fu costretto a lasciare la sua terra d’origine al termine della Seconda guerra mondiale, diventando profugo giuliano-dalmata. Crebbe nel campo profughi di Novara, per poi trasferirsi con la famiglia a Genova, città in cui iniziò il suo percorso sportivo.
Quell’esperienza di sradicamento e sacrificio segnò profondamente la sua vita, forgiando il carattere tenace e disciplinato che lo avrebbe accompagnato per tutta la carriera agonistica.
Abdon Pamich alle Olimpiadi: cinque partecipazioni e due medaglie storiche
Pamich è stato uno degli atleti italiani più presenti e vincenti nella storia olimpica della marcia, partecipando a cinque edizioni dei Giochi Olimpici.
- Roma 1960: medaglia di bronzo nella 50 km di marcia
- Tokyo 1964: medaglia d’oro nella 50 km di marcia
La vittoria olimpica di Tokyo resta leggendaria. Durante la gara, Pamich fu colpito da una grave crisi intestinale causata da un tè freddo ingerito lungo il percorso. Nonostante l’imprevisto e una sosta forzata al km 35, riuscì a rientrare in gara, recuperare terreno e superare tutti gli avversari, conquistando uno degli ori olimpici più incredibili dello sport italiano.
Il record mondiale dei 50.000 metri di marcia
Il 19 novembre 1961, sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma, Abdon Pamich stabilì il record mondiale dei 50.000 metri di marcia, percorrendo 125 giri di pista in 4h14’02”4.
Un’impresa che confermò il suo dominio internazionale e la straordinaria continuità atletica, rendendolo un punto di riferimento assoluto per la specialità.
Portabandiera olimpico e simbolo dello sport italiano
Nel 1972, Pamich ricevette uno dei massimi riconoscimenti sportivi e istituzionali: fu scelto come portabandiera dell’Italia alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Monaco di Baviera.
Un ruolo che premiava non solo i risultati sportivi, ma anche l’integrità morale e il valore umano dell’atleta.
L’impegno per la memoria storica giuliano-dalmata
Terminata la carriera agonistica, Abdon Pamich non ha mai smesso di essere una figura pubblica attiva. Si è dedicato con costanza alla conservazione della memoria storica della comunità giuliano-dalmata, in particolare a Roma, collaborando con la Società di Studi Fiumani.
Nel febbraio 2016 è stato testimonial della “Corsa del Ricordo”, evento sportivo e commemorativo dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, unendo ancora una volta sport, storia e coscienza civile.
L’eredità di Abdon Pamich
Abdon Pamich resta un simbolo dello sport italiano del Novecento, esempio di come la disciplina atletica possa diventare strumento di riscatto personale, testimonianza storica e patrimonio collettivo.
Il suo nome è oggi legato non solo alle medaglie olimpiche e ai record mondiali, ma anche a una vita spesa nel segno della dignità, della memoria e dell’identità nazionale.






