La vincitrice del Premio Bigazzi 2023 canta l’urgenza di amare nell’era degli algoritmi
In un’epoca dominata da notifiche, algoritmi e presenza costante online, esistere significa spesso sopravvivere a una forma di apatia digitale indotta. Viviamo compressi in un flusso continuo di stimoli, trasformati in spettatori passivi: animali da divano convinti di cambiare il mondo con un click, mentre fuori il pianeta brucia, il mare inghiotte sogni e l’ecologia resta una parola confinata alle cronache.
È in questo “alveare blu”, alienante e iperconnesso, che prende forma Ma ci sei tu, il debutto discografico di Madda, vincitrice della sezione interpreti del Premio Giancarlo Bigazzi 2023. Un brano che si impone come un’àncora di salvezza, una dichiarazione di resistenza emotiva in un mondo sempre più indifferente.
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Un debutto musicale che parla di presenza, non di visibilità
Ma ci sei tu non è una semplice ballata pop: è il racconto di una presenza che salva, di un legame umano che diventa punto fermo in un tempo che non si ferma mai. In un mondo che corre, calpesta e divora, Madda individua nell’altro l’unica vera oasi possibile, l’unico “mezzo grammo di poesia” capace di opporsi a un’indifferenza sempre più sistemica.
Il brano racconta una generazione sospesa tra:
- il desiderio di fuga verso orizzonti da cartolina
- la necessità di restare, affrontando paure e diffidenze
per “ammazzare le paure figlie della diffidenza” e provare a cambiare rotta.
Madda: diciannove anni e nessun profilo social
A soli 19 anni, Madda ha compiuto una scelta radicale e controcorrente: non possedere profili social. Nell’epoca della reperibilità forzata e della vita privata scomposta in video da quindici secondi, la sua assenza digitale non è un rifiuto del presente, ma un atto di tutela.
Una decisione che intercetta una sensibilità sempre più diffusa tra i giovanissimi:
- difendere la dimensione privata
- ridurre l’esposizione costante
- sottrarsi alla pressione della performance continua
Madda costruisce il proprio percorso artistico solo attraverso la musica, rifiutando quella soggezione che “addormenta il cervello” e preservando un’identità che non ha bisogno di un feed per esistere.
Dietro il brano: autori, produzione e visione artistica
Scritto da Marco Falagiani e Valentina Galasso, e prodotto da Marco Falagiani e Diego Basso per GB Music, Ma ci sei tu è un brano che unisce tradizione autorale italiana e sensibilità contemporanea.
L’interpretazione di Madda rende omaggio alla grande scuola cantautorale legata al nome di Giancarlo Bigazzi, ma lo fa con una voce giovane, autentica e priva di sovrastrutture. Il risultato è una canzone che non urla, ma resta. Che non seduce, ma protegge.
L’amore come scudo contro l’indifferenza
«Nel caos della quotidianità moderna c’è sempre più bisogno di un cuore che batte forte e che ci fa sentire vivi al di là di tutto.
La benzina che lo alimenta è l’amore, che non passa mai di moda e che ci rende invincibili davanti agli ostacoli che la vita, con indifferenza, ci pone davanti.»
In queste parole c’è il cuore del progetto artistico di Madda: l’amore come atto rivoluzionario, come spazio sicuro in cui tornare umani, reali, presenti.
Vincere senza “mi piace”: un sabotaggio gentile
Trionfare al Premio Giancarlo Bigazzi senza mai cedere alla dittatura del “mi piace” non è solo un merito artistico: è un sabotaggio gentile a un sistema che ci vuole prevedibili, iperconnessi e profondamente soli.
Madda diventa così portavoce di un desiderio semplice e potentissimo: non risvegliarsi mai dal sogno in cui l’altro è presente, perché solo attraverso una connessione reale si può sperare di “fermare la violenza” e cambiare, finalmente, direzione.
Biografia di Madda
Madda, all’anagrafe Maddalena Zecchin, è un’interprete italiana classe 2006.
Nata a Camposampiero (PD) e cresciuta a Cittadella (PD), utilizza il canto come strumento espressivo privilegiato, con un approccio diretto e personale alla musica.
Nonostante la giovanissima età, ha scelto di restare lontana dai social network, concentrandosi su un percorso artistico autentico e indipendente dalle logiche dell’esposizione continua.
Per lei la musica è un’esigenza, non un mezzo per impressionare.
I suoi riferimenti spaziano tra jazz, pop e R&B, e il suo lavoro è orientato alla ricerca di una voce propria, attraverso lo studio e un progressivo distacco dal canto accademico, per costruire un’identità espressiva più libera e consapevole.






