Una canzone dedicata al centenario del Napoli, un omaggio allo storico liutaio Luigi “Gigi” Buono e un esperimento compositivo ispirato a Peter Gabriel. Eric Mormile torna con “ÆSTHETICA pt. II”, il nuovo album che completa un progetto musicale di diciannove brani suddivisi in due capitoli complementari.
Il cantautore e polistrumentista napoletano unisce la lingua partenopea alle sonorità internazionali dello Yacht Rock, del synth-pop, della new wave e del rock, dando vita a un lavoro che racconta i piaceri della quotidianità attraverso esperienze personali, passioni e ricordi.
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Il disco, composto da nove tracce, rappresenta la seconda parte del progetto “ÆSTHETICA”, iniziato nel 2025 con un primo capitolo caratterizzato dalle atmosfere della fusion californiana degli anni Settanta e Ottanta. Questa nuova produzione guarda invece soprattutto al pop-rock degli anni Ottanta e dei primi Novanta, con riferimenti ad artisti come Phil Collins, Toto, Police, Def Leppard e Peter Gabriel.
Un album nel quale la musica diventa anche uno strumento per raccontare il legame con Napoli, la passione per il calcio, l’amore per l’arte e il valore delle relazioni umane.
“ÆSTHETICA pt. II”: il significato del nuovo album di Eric Mormile
Con “ÆSTHETICA pt. II”, Eric Mormile completa un percorso discografico dedicato ai piaceri della vita quotidiana. L’idea nasce dopo due precedenti lavori, “Quanta Luce” (2023) e “’A Terra Sona Int’ ’e Tiempe Stuorte” (2024), nei quali il musicista aveva affrontato tematiche più complesse, legate all’emarginazione, alle difficoltà personali, al rapporto con la società e alla resilienza.
Per i due capitoli di “ÆSTHETICA” ha scelto invece di cambiare prospettiva, concentrandosi sulle esperienze capaci di regalare benessere e soddisfazione.
Come racconta lo stesso artista, la decisione è nata anche con una certa ironia:
«Scherzando, spesso dico di aver passato due anni a parlare di guai con i primi due dischi, ecco perché poi con i successivi due ho deciso di virare sulla tematica del piacere».
Il progetto è stato concepito fin dall’inizio come un’opera articolata in due identità musicali differenti, ma unite dagli stessi argomenti. Se il primo album, “ÆSTHETICA pt. I”, era dedicato soprattutto a esperienze legate al riposo, al mare, ai viaggi, al desiderio e alla tranquillità, il secondo capitolo si sposta prevalentemente nelle ore notturne.
Le nuove canzoni raccontano il piacere di guidare dopo il tramonto, ballare, assistere a un concerto, visitare un museo, condividere un brindisi e festeggiare una vittoria calcistica.
Le influenze musicali: da Phil Collins ai Toto, passando per i Police
Uno degli elementi più caratteristici di “ÆSTHETICA pt. II” è la ricerca sonora. Rispetto al primo capitolo, nel quale dominavano pianoforti elettrici, cori ispirati a Michael McDonald e interventi di sax, il nuovo disco presenta arrangiamenti più energici e ritmiche accelerate.
Synthesizer vintage, drum machine, synth bass, arpeggiatori e chitarre elettriche dal suono incisivo definiscono un’identità musicale che guarda alle grandi produzioni internazionali degli anni Ottanta.
Tra le principali influenze dichiarate da Eric Mormile figurano Phil Collins, John Farnham, Joseph Williams, Michael Sembello, Mr. Mister, Level 42, Police, Def Leppard, Giraffe e Jan Hammer.
Il risultato è un incontro tra synth-pop, new wave, funk, dance rock e rock internazionale, nel quale la musicalità della lingua napoletana assume un ruolo centrale.
L’album è stato registrato prevalentemente nel 2025 e nella prima metà del 2026, con la coproduzione dell’ingegnere del suono Nino Pomidoro, collaboratore abituale del cantautore.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle chitarre. Per alcune registrazioni Mormile ha utilizzato il Rockman, l’amplificatore progettato da Tom Scholz dei Boston e impiegato in numerose produzioni degli anni Ottanta, tra cui “Hysteria” dei Def Leppard.
La lavorazione ha richiesto un impegno esecutivo importante, soprattutto per gli assoli di chitarra e le parti vocali, considerate dallo stesso artista tra le più impegnative del suo repertorio.
La scrittura in napoletano è stata nuovamente affidata alla supervisione del Maestro Salvatore Palomba, storico autore di “Carmela”, interpretata da Sergio Bruni.
“Cient’Anne d’Ammore”: la canzone dedicata ai cento anni del Napoli
Tra i brani più significativi del nuovo album c’è “Cient’Anne d’Ammore”, una canzone dedicata alla SSC Napoli e al centenario della squadra azzurra.
L’idea nasce il 1° agosto 2025, esattamente un anno prima del centenario del club. Per Eric Mormile, la passione calcistica rappresenta soprattutto un’esperienza collettiva, capace di unire persone anche molto diverse attraverso un sentimento condiviso.
Il cantautore aveva conosciuto i festeggiamenti dei primi scudetti del Napoli principalmente attraverso i racconti del padre. Le vittorie del 2023 e del 2025 gli hanno invece permesso di vivere direttamente l’entusiasmo della città, partecipando a celebrazioni nelle quali la gioia per un successo sportivo diventa un’occasione di incontro e condivisione.
È proprio questa sensazione a ispirare il brano: il piacere di festeggiare insieme, di abbracciare anche uno sconosciuto dopo una partita vinta e di sentirsi parte di una comunità.
Musicalmente, “Cient’Anne d’Ammore” è costruita come un vero coro da stadio. La melodia parte da una voce solista e si arricchisce progressivamente di altre voci, fino a un crescendo finale pensato per essere cantato collettivamente.
L’arrangiamento richiama l’Arena Rock dei Def Leppard e le grandi produzioni concepite per coinvolgere il pubblico durante i concerti.
L’omaggio a Luigi “Gigi” Buono, storico liutaio napoletano
“ÆSTHETICA pt. II” è dedicato alla memoria di Luigi “Gigi” Buono, storico liutaio del Centro Chitarre di via San Sebastiano, scomparso prematuramente l’11 giugno 2026 all’età di 58 anni.
Una figura molto conosciuta nell’ambiente musicale napoletano, che per decenni si è occupata della riparazione, della manutenzione e delle modifiche delle chitarre di musicisti professionisti e appassionati.
La sua competenza era apprezzata anche fuori dalla Campania. Tra i musicisti che si affidavano abitualmente al suo lavoro figuravano Carlo Fimiani, Franco Giacoia, Roberto Giangrande ed Ernesto Vitolo.
Anche Eric Mormile aveva instaurato con lui un rapporto speciale. Buono conosceva le caratteristiche delle sue chitarre, le esigenze tecniche e i suoni che il cantautore desiderava ottenere. Non era soltanto un professionista al quale affidare gli strumenti, ma anche una persona con cui confrontarsi e condividere idee musicali.
La sua scomparsa è arrivata mentre Mormile stava lavorando alla registrazione del nuovo album. Da qui la decisione di dedicargli l’intero progetto.
Un omaggio particolarmente significativo, considerando quanto la ricerca del suono, la scelta degli strumenti e la cura degli arrangiamenti siano importanti nella produzione artistica del musicista.
Le canzoni di “ÆSTHETICA pt. II”: arte, concerti, fantasia e passioni quotidiane
Le nove tracce dell’album raccontano esperienze differenti, trasformando momenti della vita quotidiana in composizioni musicali caratterizzate da riferimenti culturali e personali.
Tra queste c’è “Poesia a Culure”, dedicata alla passione per la pittura e per le arti figurative. L’interesse di Mormile per il disegno nasce durante l’infanzia, grazie al nonno omonimo, appassionato di pittura. Successivamente, la formazione al liceo artistico gli permette di approfondire il disegno anatomico, le tecniche pittoriche e la storia dell’arte.
Una passione che continua ancora oggi, anche attraverso la realizzazione di parte dell’identità visiva dei suoi progetti discografici. Nel brano trovano spazio riferimenti a Edward Hopper, Keith Haring, Giorgio de Chirico, Mario Schifano, Edvard Munch, Renoir, Van Gogh, Picasso, Dalí, Degas e Monet. Sul piano musicale, l’ispirazione arriva dai Police, mentre l’assolo di chitarra rende omaggio a Michael Landau.
Un’altra esperienza personale è al centro di “Nu Mare ’e Surrise”, canzone dedicata al piacere di assistere a un concerto. Mormile racconta l’emozione di vivere uno spettacolo dal punto di vista dello spettatore, dall’attesa iniziale fino alle sensazioni che rimangono dopo l’ultima canzone.
Il brano prende spunto da “Light of a Thousand Smiles” dei Survivor e contiene un riferimento a “In the Air Tonight” di Phil Collins. L’assolo di chitarra è invece un omaggio a Steve Lukather, considerato dall’artista il proprio chitarrista di riferimento.
Con “Mille Culure d’ ’a Pazzia”, il cantautore racconta il piacere di lasciarsi trasportare dalla fantasia. L’ispirazione nasce anche dalla visione sui social network di brevi video dedicati ad appartamenti di lusso immaginati in stile anni Ottanta e generati attraverso l’intelligenza artificiale. Il ritornello rielabora un passaggio di “Fantasy” degli Earth, Wind & Fire, mentre la composizione richiama Joseph Williams e i Level 42. L’assolo finale è un omaggio ad Allan Holdsworth.
Tra le tracce più energiche figurano “Gravità Zero” e “Int’ ’o Quadrato”, già pubblicate come primi singoli di anticipazione. La prima immagina una crociera nello spazio e gioca linguisticamente con il riferimento alla costellazione di Orione e all’espressione napoletana ’o rione, ovvero il quartiere.
La seconda è invece dedicata al piacere del ballo libero e contiene un riferimento alla cosiddetta Piaga del Ballo del 1518, il fenomeno di danza collettiva incontrollata verificatosi a Strasburgo.
Con “Giro ’e Notte”, Mormile trasforma in musica una delle sue abitudini preferite: guidare dopo il tramonto. Le luci della strada, la musica dell’autoradio e l’aria che entra dai finestrini diventano gli elementi di un’esperienza quotidiana, accompagnata da sonorità ispirate ai Mr. Mister e a Jan Hammer.
“Pe Sempe ’Mbriache”: il nuovo videoclip di Eric Mormile
A completare il percorso di anticipazione dell’album c’è “Pe Sempe ’Mbriache”, terzo e ultimo singolo del progetto, accompagnato da un videoclip ufficiale.
Il titolo, traducibile letteralmente come “Per sempre ubriachi”, nasce da un brindisi che Mormile aveva cominciato a pronunciare per gioco durante le cene con amici e familiari. Con il passare del tempo, l’espressione è diventata una consuetudine, tanto che oggi sono spesso le persone a lui vicine a rivolgergliela per prime.
L’ebbrezza raccontata nella canzone non è soltanto legata al brindisi, ma assume un significato simbolico: rappresenta la felicità e il desiderio di condividerla con le persone care.
Il videoclip è diretto da Michele De Angelis per Midea Video ed è stato girato nel luglio 2026 tra le strade e alcuni locali di Bagnoli, a Napoli.
Accanto al cantautore compaiono Antonietta Di Marzo, Giuseppe Toscano e Nicoletta Boccardi, amici e familiari già coinvolti in precedenti progetti visivi dell’artista. La scelta nasce dalla volontà di raccontare un’esperienza autentica attraverso le persone che l’hanno ispirata.
“ÆSTHETICA pt. II”: il finale ispirato a Peter Gabriel
Uno degli aspetti più originali dell’album riguarda la sua composizione conclusiva, la title track strumentale “ÆSTHETICA pt. II”.
Per realizzarla, Eric Mormile ha ideato un esperimento compositivo ispirato a Peter Gabriel, uno dei suoi principali riferimenti artistici.
Il musicista ha recuperato il tema strumentale che chiudeva il primo capitolo di “ÆSTHETICA” e ne ha riscritto le note in ordine inverso, sviluppando successivamente una nuova armonizzazione e un arrangiamento differente.
L’idea nasce anche dall’ammirazione per il percorso discografico di Gabriel e per il rapporto tra i suoi album “i/o” e “o\i”.
La nuova composizione presenta sonorità ispirate alle musiche di Jan Hammer per la serie televisiva “Miami Vice” e mantiene un legame diretto con il brano conclusivo del primo disco.
In questo modo, le due tracce diventano musicalmente complementari e rappresentano simbolicamente l’unione dei due capitoli.
Anche le copertine seguono la stessa filosofia: nel primo album compare il sole, nel secondo la luna. Il ritratto dell’artista cambia posizione, mentre le fotografie originali di Silvana Ferrandino e Sara Di Marzo, rielaborate dallo stesso Mormile, mantengono un’impostazione visiva comune attraverso differenti variazioni cromatiche.
“ÆSTHETICA pt. II”: la tracklist completa
Il nuovo album di Eric Mormile comprende nove brani:
- Gravità Zero
- Giro ’e Notte
- Pe Sempe ’Mbriache
- Mille Culure d’ ’a Pazzia
- Int’ ’o Quadrato
- Nu Mare ’e Surrise
- Poesia a Culure
- Cient’Anne d’Ammore
- ÆSTHETICA pt. II
Con questo secondo capitolo si completa un progetto composto da diciannove brani complessivi, distribuiti in due album pensati per raccontare esperienze differenti, dal giorno alla notte.
Chi è Eric Mormile: biografia e carriera del cantautore napoletano
Eric Mormile, all’anagrafe Enrico Mormile, è un cantautore, compositore e polistrumentista nato a Napoli il 3 aprile 1994. Il suo percorso musicale comincia molto presto: a soli sei anni inizia a studiare violino, avvicinandosi successivamente anche alla chitarra, al pianoforte e al canto.
La sua formazione comprende un’importante esperienza nelle formazioni corali del Teatro San Carlo di Napoli, con le quali partecipa a produzioni liriche, teatrali e concertistiche.
Prosegue gli studi presso il Conservatorio San Pietro a Majella, dove consegue il diploma in Musica Corale e Direzione di Coro.
Nel corso della carriera prende parte a diverse manifestazioni musicali, tra cui Piano City Napoli e il Festival di Napoli New Generation. Nel 2018 si classifica al terzo posto con “Arricordate ’e Me”, brano di cui è autore.
Nel 2019 interpreta “Cantammo”, canzone vincitrice del Premio Falconio, scritta da Salvatore Palomba e Ugo Raimondi.
Nel 2023 pubblica il suo primo album, “Quanta Luce”, seguito nel 2024 da “’A Terra Sona Int’ ’e Tiempe Stuorte”, concept album dedicato alla resilienza.
Nel 2025 inaugura il progetto “ÆSTHETICA” con il primo capitolo, caratterizzato da influenze Yacht Rock e fusion californiana. Nel 2026 completa il percorso con “ÆSTHETICA pt. II”, un lavoro che mescola lingua napoletana, synth-pop, new wave e dance rock.
Con quattro album pubblicati in quattro anni, Eric Mormile porta avanti una ricerca musicale personale, nella quale la tradizione linguistica partenopea incontra le sonorità del pop e del rock internazionale.






