Un disco che racconta il presente attraverso contraddizioni, disincanto e ricerca di consapevolezza
È uscito “Dalle nostre parti”, il nuovo album di Ferretti, cantautore marchigiano che firma anche il singolo omonimo che accompagna il progetto discografico.
Un lavoro intenso e viscerale che unisce cantautorato italiano, rap e rock, costruendo un linguaggio sonoro personale e riconoscibile.
L’album si presenta come un viaggio dentro le contraddizioni del presente, senza cercare risposte facili o soluzioni rassicuranti.
“Dalle nostre parti”: un album tra contraddizioni e presente
Il cuore del progetto di Ferretti nasce da un’urgenza chiara: mettere in relazione le contraddizioni personali con quelle della società contemporanea.
“Dalle nostre parti” si muove in un contesto storico segnato da:
- sovraccarico di informazioni;
- consumo rapido dei contenuti;
- perdita di attenzione e profondità;
- nuove forme di dipendenza mascherate da libertà.
Il disco non offre risposte, ma pone domande. Non cerca consenso, ma consapevolezza.
Sonorità di “Dalle nostre parti”: tra cantautorato, rap e rock
Dal punto di vista musicale, il nuovo album di Ferretti nasce da demo essenziali chitarra e voce, poi sviluppati in un impianto sonoro più complesso.
Il risultato è un mix tra:
- cantautorato italiano
- rap
- rock alternativo
Le tracce sono caratterizzate da un equilibrio tra:
- testi spigolosi e diretti;
- arrangiamenti dinamici e ricercati;
- chitarre e sassofoni dal suono ruvido;
- una sezione ritmica energica e instabile.
La voce di Ferretti diventa il vero elemento centrale del progetto, fungendo da filo conduttore dell’intero racconto musicale.
Produzione artistica: il lavoro con Frankie Wah
La produzione di “Dalle nostre parti” è stata affidata a Frankie Wah dei Little Pieces of Marmelade, già collaboratore di Manuel Agnelli.
L’obiettivo del lavoro in studio era chiaro:
- ottenere un suono sporco e autentico;
- mantenere una dimensione cruda ed essenziale;
- restituire tensione emotiva e immediatezza.
Il mastering è stato curato da Guido Andreani, mentre la produzione è firmata da Frankie Wah per Astralmusic.
Il significato di “Dalle nostre parti”: disagio e consapevolezza
Il disco si sviluppa attorno a una riflessione centrale: il ruolo dell’artista nella società contemporanea.
Ferretti osserva un mondo che:
- semplifica la complessità;
- trasforma la libertà in illusione;
- alimenta nuove forme di dipendenza;
- svuota l’individuo attraverso modelli irraggiungibili.
In questo contesto, “Dalle nostre parti” rifiuta qualsiasi funzione consolatoria.
Non è un disco che:
- rassicura;
- semplifica;
- educa;
- propone soluzioni.
È invece un lavoro che espone dubbi, frizioni e responsabilità individuali.
Ferretti: un progetto artistico tra teatro e musica
Ferretti è un cantautore marchigiano di 28 anni con una formazione teatrale, elemento che influenza profondamente la sua scrittura e la sua presenza scenica.
Il suo stile unisce:
- scrittura cantautorale;
- attitudine rap;
- energia rock;
- forte componente performativa.
Dal vivo, il progetto si distingue per una dimensione quasi rituale, in cui corpo e voce diventano strumenti centrali dell’espressione artistica.
Carriera e percorso artistico
Prima dell’album “Dalle nostre parti”, Ferretti ha pubblicato l’EP “23:32” (2023), presentato su diversi palchi importanti delle Marche, tra cui:
- Mind Festival;
- Fool Festival.
Nel corso della sua carriera ha ottenuto riconoscimenti e risultati significativi:
- finalista a Musicultura 2023;
- vincitore di Rock Targato Italia a Milano;
- opening act per artisti come Emma Nolde, Nitro, Little Pieces of Marmelade e Finley.
Nel 2026 arriva il suo primo album ufficiale, “Dalle nostre parti”, che segna un nuovo capitolo del suo percorso musicale.
Un album che non cerca risposte, ma consapevolezza
“Dalle nostre parti” si inserisce nel panorama della nuova musica d’autore italiana come un progetto che rifiuta le semplificazioni.
Al centro non c’è la ricerca del consenso, ma la volontà di:
- interrogare il presente;
- osservare il disagio contemporaneo;
- dare voce alle contraddizioni individuali e collettive.
Un disco che non si chiude con una risposta, ma con una domanda aperta sul tempo che viviamo.






