Dalla Sardegna a Milano: “In Down” di Kidd Reo porta il Brazilian Funk nel pop italiano
“In Down” è il nuovo singolo di Kidd Reo e segna un passaggio chiave nel percorso dell’artista: un cambio geografico, produttivo e sonoro che unisce Sardegna e Milano e introduce il Brazilian Funk nel mercato italiano in modo strutturato e non episodico.
Pubblicato per Starlight Records e distribuito da The Orchard, il brano inaugura una fase inedita per Kidd Reo, al secolo Alex Budroni, e si inserisce nel nuovo scenario urban-pop nazionale con un’identità precisa.
Kidd Reo: chi è l’artista dietro “In Down”
Kidd Reo, nome d’arte di Alex Budroni, è un artista e producer nato a Olbia il 28 febbraio 2003.
Cresciuto in un ambiente familiare aperto all’ascolto trasversale, si avvicina presto all’hip-hop e all’R&B statunitense, iniziando a scrivere da giovanissimo. A soli undici anni affianca alla scrittura le prime produzioni musicali, sviluppando una competenza tecnica che oggi rappresenta uno dei suoi punti di forza.
Negli anni:
- Partecipa a Casa Sanremo
- Prende parte alle audizioni di Sanremo Giovani in commissione RAI
- Firma i primi accordi discografici
- Fonda il collettivo YVL (Young Vibes Lovers)
Oggi il suo percorso si muove tra urban, R&B e influenze internazionali, con un approccio in cui scrittura e produzione sono centrali.
“In Down”: il Brazilian Funk entra stabilmente nel pop italiano
Negli ultimi anni il Brazilian Funk, noto anche come Baile Funk o Funk Carioca, è diventato uno dei linguaggi ritmici più presenti nelle playlist urban e pop globali.
Nato tra le favelas di Rio de Janeiro, il genere ha superato la dimensione club per entrare nei cataloghi mainstream internazionali. In Italia, però, è rimasto spesso confinato a suggestioni isolate.
“In Down” prova a colmare questo divario.
Il singolo non utilizza il Brazilian Funk come elemento esotico o decorativo, ma lo integra in modo strutturale nella scrittura urban-pop italiana, mantenendone l’impianto ritmico e adattandolo a un formato compatibile con il mercato nazionale.
Un assetto produttivo ibrido tra Sardegna e Milano
“In Down” non rappresenta solo una nuova uscita discografica, ma l’avvio di un modello produttivo ibrido.
Il progetto nasce infatti da una filiera di lavoro condivisa tra la Sardegna e il distretto creativo milanese, sviluppata all’interno del collettivo YVL (Young Vibes Lovers).
Kidd Reo non è soltanto interprete:
è produttore e coordinatore, segue ogni fase del lavoro – dalla scrittura al mix finale – con un’impostazione che richiama i modelli collaborativi di alcune house indipendenti europee e statunitensi.
Un approccio ancora poco frequente nel panorama italiano under 25, dove spesso la figura del performer è separata da quella del producer.
Milano come snodo creativo dell’urban italiano
Il trasferimento da Olbia a Milano segna un passaggio strategico.
Negli ultimi anni, Milano si è consolidata come principale hub produttivo della musica urban italiana: studi di registrazione, team creativi e network indipendenti hanno trasformato la città in uno spazio di convergenza operativa per influenze internazionali.
Per Kidd Reo, il trasferimento non è una fuga dalla provincia, ma un riallineamento con l’ecosistema che oggi orienta le forme del suono.
«Milano mi ha imposto una disciplina diversa sul suono. “In Down” nasce dall’idea di prendere influenze che ascolto da anni e metterle finalmente a sistema.»
Una scrittura funzionale al ritmo
Il testo del brano aderisce alla struttura musicale senza sovraccarichi simbolici.
La ripetizione della frase «Questa notte non è in down» funziona come perno ritmico del ritornello, rafforzando la scansione senza cercare significati ulteriori.
La scelta più rilevante, però, è la normalizzazione del Brazilian Funk: il genere viene trattato come materiale ordinario, non come innesto straordinario. Una decisione che contribuisce a rendere il suono più stabile e riconoscibile.
Un segnale per il mercato italiano
L’operazione arriva in un momento in cui il mercato italiano sta ridefinendo i propri criteri di accesso al pop-radio e alle playlist mainstream.
Dopo anni di compartimenti stagni tra suono “digitale” e circuito tradizionale, si apre uno spazio nuovo: quello di linguaggi globali che non chiedono legittimazione, ma si presentano già pronti a circolare.
“In Down” si inserisce proprio su questa soglia, mostrando come una parte dei giovani artisti italiani stia adottando dinamiche produttive già consolidate all’estero.
Perché “In Down” è un brano da osservare
Il singolo di Kidd Reo non si presenta come un esperimento isolato, ma come l’inizio di un percorso coerente.
Punti chiave:
- Integrazione strutturata del Brazilian Funk nel pop italiano
- Modello produttivo ibrido Sardegna–Milano
- Figura dell’artista–producer under 25
- Approccio orientato alla continuità e non alla singola release
“In Down” diventa così un indicatore di processo: più che un semplice singolo, un segnale di come la nuova scena urban italiana stia riorganizzando metodi, codici e luoghi di lavoro.






