Paola Frizziero ricorda e racconta la storia con Salvatore Angelucci di Uomini e Donne: “non l’amavo”

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Paola Frizziero ex corteggiatrice e poi tronista del programma televisivo Uomini e Donne, oggi felicemente sposata e in dolce attesa di un bambino, in una lunga intervista rilasciata al canale YouTube San Mattia Onlus, è tornata con la mente all’esperienza di corteggiatrice vissuta all’interno del contesto televisivo.

Chi ha seguito il percorso di Paola Frizziero a Uomini e Donne, sa che la giovane lasciò il programma in compagnia dell’ex tronista Salvatore Angelucci. Tra i due vi fu una relazione di circa otto mesi.

“Per sei mesi l’ho corteggiato. Lui era il principe azzurro e io la ragazza della porta accanto. Con i miei strumenti sono riuscita a farmi scegliere”,

racconta Paola, ritornando alla stagione televisiva 2005/2006.

Lasciata la trasmissione insieme, Paola e Salvatore andarono a vivere sotto lo stesso tetto, ma qualcosa non andò per il verso giusto:

“Abbiamo vissuto 8 mesi di convivenza a Milano. Abbiamo vissuto un fidanzamento quasi normale. Ciò che mi ha creato più difficoltà in questa storia è stato il fatto di idealizzare per sei mesi una persona, poi quando mi ci sono ritrovata a vivere insieme, mi sono resa conto che stavo amando un’idea e non la persona stessa. Svegliarmi con lui, vivere la quotidianità, mi ha fatto scoprire che quella persona non la conoscevo veramente e non l’amavo. Questa situazione mi ha portato a sentire dentro di me dei vuoti, che mi hanno fatto soffrire ed essere pesante in questa relazione. Ero insoddisfatta”,

racconta Paola.

Salvatore Angelucci, per stessa ammissione di Paola Frizziero, avrebbe “sopportato” per un po’ il continuo malcontento della fidanzata, per poi invitarla a tornare nella sua città ovvero Napoli.

“Con tanto affetto e carineria, mi ha fatto capire: ‘Svegliati dal sonno, riprenditi la tua vita, hai l’università, la famiglia, le tue amicizie, è il caso che tu torni a Napoli, sei una bravissima ragazza, sei un angelo’. Le cose che una fidanzata non vorrebbe mai sentirsi dire: ‘Sei buona, sei brava, però…’. Questo mi faceva ancora più arrabbiare. Sono stata costretta a tornare a Napoli. In quel periodo stavo veramente male”,

chiosa.

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