Come fare il Capitone fritto Napoletano: ricetta e storia

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‘O div’ ‘e fine anno,
s’ magna a Natale e a Capodanno.

Nun è n’attore è ‘o capitone,
quann’ scapp’ è peggio r’alluvione.

‘A caccia s’arapre ‘a matina,
‘o cuoppo chiuso int’ ‘a cucina.

‘O curtiell’ è pront’ pa ‘botta’,
ma iss’ è furb’ e s’appripara ‘a lotta.

Corre comm’ a nu rannat’,
‘o piscatore l”a viziato.

‘O furcuttone è pront’ pa battaglia,
ma chist’ è fort’ nun è na quaglia.

‘O rit’ apparten’ a n’antico ditt’,
“acchiappl’ e fall’ fritt’.”

Ricetta e Storia del Capitone Fritto

Sulla tavola natalizia di molte famiglie partenopee, non può mancare il re: stiamo parlando del re dei fritti, sia della vigilia di Natale che di quella di Capodanno, ovvero IL CAPITONE.

Anticamente, si credeva che, proprio per la sua somiglianza con il serpente, fosse simbolo del demonio, e quindi mangiare il capitone era un modo scaramantico per allontanare il male.

Inoltre la tradizione napoletana, vuole che il capitone venga acquistato “vivo” il 23 Dicembre così da essere sicuri di cucinare un pesce fresco. Una volta giunto a casa, il capitone viene conservato in acqua dolce, fino al momento della cottura.

Ingredienti Capitone Fritto

  • 1 kg di capitone eviscerato
  • farina di semola q.b.
  • olio di semi di arachide per friggere
  • sale q.b.
  • limone

Procedimento Capitone Fritto

  1. Pulire il capitone, rimuovendo testa ed interiora e tagliarlo a pezzi.
  2. Lavare accuratamente il capitone e porlo su carta assorbente.
  3. Infarinare i pezzi di capitone.
  4. In una pentola alta (così da non far schizzare l’olio), porre l’olio e portarlo a temperatura calda.
  5. Immergere il capitone infarinato nell’olio bollente e lasciarlo cuocere finché non risulta ben dorato.
  6. Riporre il capitone fritto su carta assorbente, così da rimuovere l’olio in eccesso.
  7. Salare e “spremere” a piacere il limone sopra al capitone.
  8. BUON APPETITO.
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